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Almea   Possiamo distinguere le danzatrici egizie che si esibirono dal settecento fino ai primi anni del XX secolo in due categorie principali: le Gawazee e le Almée. Le Gawazee hanno origini misteriose, forse Indiane, e appartenevano a tribù berbere o beduine. Il termine significa “emarginate”, ma è comunemente tradotto dall’arabo in “zingare”.

   Per contro le Almée (traslitterazione in francese del termine arabo Almah), erano donne colte, artiste di corte, che cantavano e danzavano presso i nobili. Si esibivano in gruppi esclusivamente femminili in palazzi reali soprattutto durante il periodo Ottomano. Esse conducevano una vita chiaramente onesta e decente, mentre le Gawazee godevano di una pessima reputazione sociale. Le Almée non uscivano da casa se non velate e sfuggivano allo sguardo degli uomini: quando si spostavano per andare negli harem degli Emiri e dei nobili erano scortate da eunuchi e con le loro danze e le loro musiche intrattenevano le donne e le informavano sugli avvenimenti del mondo esterno. Esse cantavano, danzavano e suonavano nell’ambito della tradizione classica (Tarab).

Napoleone in Egitto   Quando Napoleone Bonaparte invase l’Egitto, nel 1798, le Almée sloggiarono dal Cairo e non si videro ricomparire che all’ultimo giorno dell’occupazione francese, dopo circa tre anni: infatti, non era possibile per loro vincere la ripugnanza a cantare davanti a degli uomini e soprattutto stranieri. Ritornarono al Cairo dopo il ritiro dell’armata imperiale.

   Esattamente all’opposto il comportamento delle esuberanti Gawazee che lavorarono tantissimo per i soldati, che erano per loro un vero affare economico!  Le Gawazee erano, infatti, ragazze che fin dalla più tenera età erano avviate all’antica “arte” della prostituzione; appena adolescenti erano messe nelle mani di qualche straniero che le sbarazzasse dalla verginità e poi date in sposa a qualche giovane della tribù. Da quel momento in poi avevano tutta la libertà di prostituirsi, oltre che di lavorare come danzatrici. Le Gawazee si spostavano un po’ ovunque in Egitto, alla periferia dei centri abitati, per animare mercati e fiere. Danzavano a viso scoperto al ritmo di tamburelli in mano alle anziane o da suonatori di rababah o mizmar, in mezzo ad un gran raggruppamento di persone, ricevendo in compenso delle loro esibizioni monetine lanciate dal pubblico. Dopo la partenza dei francesi, le Gawazee si dedicarono ai soldati del Pascià.

Gawazee   Così decantate o tanto screditate dai viaggiatori, dipendeva dai punti di vista, le Gawazee erano sovente confuse con le Almée dagli stranieri, usurpandone il prestigio. Il giudizio morale su di loro era tuttavia pessimo, tanto che all’ascesa politica di Muhammad ʿAli, nel 1805, fu fatto un decreto che vietava alle Gawazee di esibirsi al Cairo e dintorni, divieto che non toccò le Almée. Le Gawazee si spostarono dunque verso le città dell’alto Egitto seguendo la rotta degli stranieri (francesi, inglesi, americani) che iniziavano a visitare i siti archeologici, diventando a loro volta “particolari” attrazioni turistiche.

   Le Almée, invece, continuarono a esibirsi al Cairo e intorno 1920 nacque per loro una nuova attività: danzare nei matrimoni dei borghesi benestanti. In quelle occasioni, dedicate esclusivamente alle donne, iniziarono a introdurre nel loro stile la struttura musicale baladi. Alla fine degli anni ’40 però, quando gli spettacoli divisi tra i sessi non usarono più, la tradizione delle Almée scomparve per essere poi rivalutata in tempi moderni da danzatrici famose.

 

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