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Danza popolare nell'800   La struttura della musica saidi (sa’idi, in arabo صعيدي ) è araba, una logica conseguenza delle invasioni arabo-beduine alle quali fu sottoposto l’Egitto, una terra che è stata un vero e proprio crocevia e subì le influenze della cultura africana, di quella araba e di quella mediterranea. In Egitto questa musica si è poi definita nel tempo in vari stili determinati soprattutto dalle esigenze della vita quotidiana: si è adattata alla situazione culturale degli egiziani assumendo caratteristiche diverse nei territori rurali, nelle città (soprattutto Il Cairo) e nelle oasi beduine.

   Poi sotto il protettorato britannico, dal 1882 al 1923, l’Egitto vide grandi trasformazioni socio-economiche con rilevanti migrazioni delle popolazioni rurali verso le città alla ricerca di una vita meno dura. In questo periodo di cambiamenti emerse la danza baladi (in arabo بلدي) che trae la sua linfa vitale dai vecchi ritmi e dalle danze e canzoni popolari. Baladi in arabo significa “paese”, “patria”, “appartenente al paese”ma viene anche usato per definire tutto ciò che è popolare, genuino, tradizionale, che proviene dal cuore, e rappresenta uno stile di danza popolare ma urbana.

Hossam Ramzy Group   La musica in questo periodo riceve nuovi impulsi: accanto agli altri strumenti tradizionali come la tabla, il nay, il duff si affiancano la tastiera, la fisarmonica, il sax, il clarinetto e la tromba. Si rinnovano così le melodie traendo ispirazione da nuove influenze musicali occidentali (Jazz, Soul e Rhythm & Blues) e ciò che in origine era una semplice danza popolare diventa qualcosa di molto ricercato e complesso. La danzatrice ora non è più una spensierata e semplice donna di campagna, ma una complessa e spesso sofisticata donna di città. La danza diventa introversa, i movimenti sono piccoli, contenuti e le mani assumono una nuova importanza con un messaggio da trasmettere, un dramma, un amore da raccontare.

   I viaggiatori di quei tempi, soprattutto francesi attratti dalla cultura e dalle usanze del mondo arabo, diventano testimoni di questi movimenti per loro diversi ed estranei (in Occidente nelle danze non usano visibilmente il movimento dei fianchi) e lo chiamarono “Dance du ventre”, cioè danza del ventre. Questo termine era in realtà riduttivo perché erano utilizzate tutte le parti del corpo, ma rimase tuttavia nel modo comune di indicare la danza.

Tipico abito baladi    Il baladi era principalmente ballato all’aperto durante le feste, in case private e in caffè o durante le feste nuziali; era comunque danzato in spazi relativamente ristretti. L’abito tipico della danzatrice consisteva in un vestito lungo detto “galabeya”, con una sciarpetta intorno ai fianchi e spesso con un lungo foulard come copricapo. Con il baladi inizia una nuova sperimentazione sull’improvvisazione. Improvvisano a turno i diversi strumenti musicali esaltandosi in un virtuosismo che esplora tutte le varie sfumature della musica, così improvvisa anche la danzatrice per esprimere al meglio l’emozione del momento. A un certo punto musicisti e danzatrice diventano una cosa sola, in un dialogo continuo e appassionante.

 

 

 

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