joomla template

Jean-Leon Gerome - Harem in terrazzo (1886)  La danza orientale, una delle più antiche del mondo, è stata fatta oggetto di grandi attenzioni da parte degli occidentali orientalisti, cioè di quegli intellettuali soprattutto europei che hanno studiato nel secolo scorso costumi, storia e letteratura dei popoli orientali. Ne è scaturita un’immagine dell’Oriente filtrata attraverso gli stereotipi della cultura Occidentale, rappresentato comunemente come di un luogo esotico e misterioso.

  Basti pensare alle immagini dei quadri orientalisti, nelle quali le riproduzioni di hammam e di harem, luoghi che mai e poi mai un uomo straniero avrebbe potuto visitare, sono ricche di scene di nudo femminile e dove è evidente la provenienza totalmente occidentale di tutti i modelli di riferimento, dall’architettura alle decorazioni. Le donne hanno addirittura lineamenti occidentali, se pur acconciate all’orientale e le loro pose stanno sempre a indicare seduzione. E’ soprattutto nelle immagini delle danzatrici, con l’uso di abiti trasparenti e molto decorati, che si è creato il mito della seduzione erotica orientale.

  Le prime tracce documentate della danza mediorientale nel mondo occidentale si rilevano in occasione di grandi eventi internazionali: nel 1851 in occasione della Crystal Palace Exhibition di Londra, nel 1876 in America al Philadelphia Centennial, poi nel 1889 alla Exposition Universelle di Parigi, ed infine alla World's Columbian Exposition di Chicago, nel 1893: le danzatrici provenivano soprattutto dalla Siria e dall’Egitto ed ebbero subito un enorme successo esibendosi in abiti tradizionali, senza veli trasparenti e senza esibizioni di nudo. Tuttavia già dopo qualche anno questa danza era praticata da attrici di avanspettacolo prive di qualsiasi formazione tecnica e utilizzando costumi certo più accattivanti per il pubblico occidentale. Nei primi del ‘900 queste esibizioni rientrarono persino nell’ambito degli intrattenimenti da circo. Ma in origine che cosa era la danza orientale?

  Danzatrici Arabe del XIX secoloPresumibilmente nata come danza sacra (in onore della Dea madre “Ishtar”) con l‘avvento delle religioni monoteistiche divenne un’attività profana e si sviluppò come danza popolare nelle occasioni di festa (matrimoni, battesimi, circoncisione, ecc…).

  Tramandata da madre in figlia, si è sviluppata nel tempo come danza di donne, per le donne, nei momenti di unione gioiosa. Soprattutto nelle zone dell’Alto Egitto si ballava la danza popolare dei Fallahin (dei contadini) chiamata anche Shabi o Saidi in dipendenza della zona geografica, che oggi si ritiene sia la radice di tutte le espressioni della danza egiziana e della sua evoluzione Raqs Sharqi. Lo shabi si avvale di musiche suonate con strumenti etnici di origine antica ed è danzata con movimenti semplici e legati alla terra: è uno stile comunicativo, allegro e vivace ma capace anche di grande forza espressiva ed emotiva, con l’interpretazione vocale del mawwal, un canto improvvisato dal ritmo lento e cadenzato.

 

Condividi questo articolo

Trova nel sito

il mio blog little

Archivio blog

Dicembre 2017
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
27 28 29 30 1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31

Non solo danza

Danza gipsy e arabo-andalusa

Le monetine danzanti

Lezione di prova

Prova a fare qualche passo di danza egiziana al ritmo delle musiche mediorientali.

Contattaci