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Cimbali in mano ad una danzatriceIl cimbalo è uno strumento musicale costituito da un piatto metallico tondo più o meno concavo, in ottone o bronzo, che è suonato per percussione. Nella danza mediorientale sono utilizzati dei cimbalini del diametro di pochi centimetri (ca. 4-6 cm.) che sono fissati alle dita con dei nastrini: sono impiegati in entrambe le mani, sul pollice e sul medio, battendoli tra di loro in modo ritmico. Proprio per le loro dimensioni e il loro impiego sono più propriamente chiamati “cimbali da dito” o “finger cymbals”: in egiziano prendono il nome di “sagat”, in persiano “salasih” e in turco “zill”, un’abbreviazione del nome della Zildjian Company, un’illustre e antica fabbrica di cimbali di origine turca.
Cimbali moderni di varie dimensioni e leghe metallicheLa danzatrice accompagnando con il loro suono i movimenti della danza in sincronia con il ritmo della musica completa alla perfezione la sua esibizione: possono accompagnare la musica come strumenti a percussione veri e propri, oppure sottolineare molto semplicemente il tempo.
Le loro origini sono antichissime risalendo probabilmente a più di 5000 anni fa nelle zone che sono state la culla della civiltà come la Mesopotamia e l’Egitto, da quando cioè l’uomo ha scoperto che battendo uno contro l’altro due piatti metallici di bronzo si sprigionava un suono squillante e prolungato.
I piccoli cimbali sono stati usati fin dall’antichità nelle cerimonie religiose, nei riti funerari, durante le feste e celebrazioni, nelle danze e persino nei riti magici. Nella Bibbia e nei Testi Sacri dell’Ebraismo i cimbali Tempio di Salomone (Israele) - Cimbali in bronzo 800-700 a.C.sono citati diverse volte con riferimenti che sembrano alludere a un’epoca intorno al 3200/3300 a.C.; un bel paio di piccoli cimbali è stato ritrovato negli scavi effettuati a qualche centinaio di metri dal sito del tempio di Salomone a Gerusalemme.
In Mesopotamia ritrovamenti archeologici testimoniano l'utilizzo dei cimbalini durante i rituali religiosi già nel 1200 a.C. nel corso dei culti orgiastici della dea Cybele, la Dea Madre, ove suonati dai sacerdoti frigi chiamati “Corybantes” servivano per alterare lo stato emotivo dei presenti.
In Egitto sono state ritrovate diverse paia di piccoli cimbali di bronzo accanto alla mummia del musicista sacerdotale Ankhape del tempio di Amun (Tebe) del primo secolo a.C., che confermano l’uso di questi strumenti a scopo religioso.
Cimbali di epoca romana - 300 a.C.I cimbali erano ben conosciuti anche nell’antica Grecia, tanto è vero che il loro nome deriva dal termine greco κύμβαλον (kýmbalon), che a sua volta deriva daκύμβος (kumbos) che significa “coppa”, a rappresentare appunto il suo aspetto di disco incavato. Anche in questa regione sono stati trovati molti cimbali di diverse dimensioni, così come molte raffigurazioni che illustrano il loro impiego durante le danze.
Anche negli scavi di Pompei sono stati trovati dei piccoli cimbali che presumibilmente erano utilizzati dalle danzatrici durante il Baccanale.  L’impiego dei cimbali poco più grandi e utilizzati da una danzatrice uno in una mano e l’altro nell’altra sono ritratti in un affresco della famosa Villa dei Misteri, costruita nel II secolo a.C. e sepolta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d. C.
cimbali 02 smallCon l'avvento del cristianesimo, i cimbali e tutti gli strumenti a percussione in genere furono messi al bando in occidente, perché considerati “suono inarmonico di Cristo”: San Clemente li definì addirittura con l'espressione “ la pomposità del demonio”.  Ed è probabilmente per questa caratteristica che gli eserciti Turchi, per oltre due secoli prima della loro conquista di Costantinopoli nel 1453, terrorizzò l’Europa dell’est suonando a gran forza grossi cimbali durante le battaglie. Dal XVII secolo ripresero il loro ruolo di strumenti musicali prima nelle bande poi nelle orchestre.
Così la storia dei piccoli cimbali ha attraversato i secoli nelle mani di sacerdoti, musicisti, giullari e danzatrici ed è arrivata fino a noi mantenendo molti dei significati originali e condensandosi soprattutto attorno alla figura della danzatrice mediorientale. Alcune delle più famose e rappresentative come ad esempio Tahia Carioca, che sapevano 1_1219372692394suonare questi piccoli strumenti in maniera meravigliosa, ci hanno lasciato sulla pellicola riprese da spettacoli e film che ancora oggi possono esserci d’esempio.
A noi il compito non facile di saperli suonare in modo gradevole e armonioso, stimolate dalla frase di un famoso coreografo che disse “ saper suonare bene i cimbali nella danza mediorientale fa la differenza tra una brava danzatrice e una grande danzatrice”.



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