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Ruh El FuadNon aveva ancora undici anni Ruh El Fuad quando era già considerata la più famosa cantante del Delta del Nilo e a quattordici manteneva già tutta la sua famiglia, che nel frattempo si era trasferita ad Alessandria.
Correva l’anno 1960 e l’aspetto socioeconomico dell’Egitto, sotto la presidenza di Gamal Abd el-Nasser, aveva ormai preso la strada decisiva verso l’eradicazione della classe borghese a favore delle idee e dell’identità socialista. In questo clima post-rivoluzionario l’autentica cultura popolare “baladi” diventa un importante simbolo sia dell’identità del nuovo nazionalismo egiziano che delle vere radici culturali del popolo.
In quest’ambiente Ruh El Fuad, vera rappresentante della gente “baladi” proveniente dalle campagne e migrata nei sobborghi delle città, diventa in pochi anni un’interprete genuina di quella musica (Urban’Ashrah Baladi) che prende lo stesso nome di questa comunità di cittadini dalle origini rurali, musica che per le sue caratteristiche espressive è stata spesso paragonata al blues o al jazz.Ruh El FuadLa sua voce calda, profonda, straordinariamente versatile, che sa usare con assoluta maestria, le permette di coniugare lo stile originario essenzialmente rurale nella più raffinata forma urbana, permettendole di interpretare magnificamente lo sviluppo della musica baladi e regalando alle parole un significato ben più profondo di quello letterale.
Trasferitasi al Cairo, continua i suoi successi esibendosi assieme ai migliori musicisti dell’epoca e diventa a ragione una delle tipiche artiste di Mohammed Ali Street, quella famosa via caratteristica della città che era il centro della musica e della danza in quegli anni. Nei più famosi nightclub, negli hotel a “cinque stelle”, a matrimoni e party, la voce penetrante di Ruh El Fuad lascia il segno in chiunque ha la fortuna di poterla ascoltare dal vivo.Nel corso della sua lunga carriera Ruh El Fuad ha conquistato successi e notorietà, ha cantato ovunque nel mondo arabo, e la sua vita si riflette in un’era in cui l’arte popolare egiziana, nella musica e nella danza, aveva raggiunto i massimi livelli di consenso: tuttavia, Ruh rimane sempre umile e coerente con lo spirito, il codice morale e la cultura del suo popolo baladi e come tale Ruh è onorata e rispettata fino ai giorni nostri.
Non è coinvolta nel mercato del successo internazionale, produce solo due dischi che rimangono tuttavia delle pietre miliari per gli intenditori di musica mediorientaleRuh El Fuad, dischi che non possono mancare nella collezione delle danzatrici baladi: Dinga Dinga e Spirit of the heart.
In questi due cd Ruh si esibisce accompagnata da musicisti del calibro di Ibrahim El Minyawi, Mustafa Abdel Aziz, Mohamed Yousif, Tawfik Dawoud, Mohamad Sabry e Kamel Sheiha, esprimendo i veri sentimenti del codice baladi e facendo notare la sua specialità, il mawaal; Ruh el Fuad si dimostra una vera specialista nel Mawaal, e soprattutto nel Layali, la forma più semplice di Mawwal, che usa solo le parole “Ya leil, ya Ein”, “Oh notte, oh occhio”, frase senza un vero valore semantico, usata per esplorare a fondo le possibilità espressive della voce.
Ascolta alcuni frammenti di brani tratti da questi cd:
audio icon 16x16 Al Nahr El Khalid
audio icon 16x16 Taala Ya Habibi
audio icon 16x16 Taqasim nay
audio icon 16x16 Ya Ma Daqet 2

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